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Antichi Tarocchi Piemontesi-liguri.

Solitamente tutti credono di conoscere la carta della Fortuna che quando giunge al diritto fa sperare vittorie e fortune al consultante mentre al rovescio lo angoscia con presagi di ritardi, sfortune e rovesci. In generale questa lama è considerata molto materiale, ci si sofferma poco sui suoi significati filosofici e si coltiva con essa un rapporto superficiale e veloce eppure tra tutti i simboli degli Arcani Maggiori quella della Ruota di fortuna è quello che meglio si è conservato nei secoli sia da un punto di vista iconografico sia dal punto di vista del significato. Vien da obiettare che l’essere umano, conscio della propria fragilità oppure troppo immaturo per assumersi la responsabilità del proprio benessere e malessere preferisca rivolgersi alla Dea bendata attribuendole vittorie e sconfitte ma io credo, invece, che questo simbolo sia ancora così amato perché rappresenta un principio ancestrale e onnipresente: l’impermanenza.

“Nulla di troppo bello o di troppo brutto dura troppo a lungo.”

Quando avevo quindici anni questa fra era il mio mantra, poi si cresce e si diviene stolti. La carta della Ruota ci insegna proprio questo: nulla dura, tutto è destinato a cessare, a diventare qualcos’altro, questo pensiero, per un animale abitudinario come l’essere umano è una tragedia apocalittica. Non sto scherzando. Il segreto della nostra grande adattabilità (oltre a noi solo i topi sono in gradi di vivere in qualsiasi angolo del Pianeta) e cioè il fatto che sappiamo abituarci a tutto, persino al dolore e alla sofferenza. L’istinto di sopravvivenza, quindi, ci ha spinti a limitare il rischio di cambiare le nostre abitudini creando istituzioni come il matrimonio, la famiglia, il territorio ecc., dichiariamo indissolubili legami che, in realtà non lo sono. Ci illudiamo che il nostro lavoro e la nostra casa siano noi stessi e che per questo non potranno mai cessare di esistere. Ci affanniamo nella ricerca del “per sempre”, ci illudiamo che qualcosa possa durare e così costruiamo la nostra sofferenza.

Tutto ciò che esiste, invece, è destinato a svanire, le spiagge sulle quali prendiamo il sole sono rocce erose, ci pensate? Un tempo c’erano scogli, montagne al posto di quelle spiagge, nemmeno la roccia più dura resiste per sempre, anche la roccia diviene solo polvere.

A prima vista, questo pensiero è spaventoso, lo so. Toglie senso ad ogni nostra azione. Perché acquistare una casa, lottare per avviare e dar forma ad un’impresa, sposarsi, fare dei figli se tutto questo è destinato a disperdersi come sabbia? Se siamo destinati a perdere tutto ciò? Perché non possiamo sottrarci alla legge dell’impermanenza. Perché anche se decidiamo di attendere immobili la morte cambieremo e cambiando influenzeremo il mondo. Che ci piaccia o no, siamo sulla Ruota, non possiamo scendere né fermarla, possiamo solo scegliere se accompagnare il movimento della ballerina o se resistere. Maggiore sarà la nostra resistenza, maggiore sarà la sofferenza, più ci lasceremo andare e accetteremo i cambiamenti maggiore sarà l’abbondanza, la gioia, il divertimento.

Ma la vita non è solo abbondanza! Mi direte. Certo, prendete forse che la ruota giri senza che voi andiate mai in basso? Per poter godere del panorama è necessario anche che raggiungiate il punto più basso della ruota, se pretendete di restare solo sulla cima della ruota vi stancherete del panorama e presto vi sentirete soli e inutili. La discesa e la salita alimenteranno il dialogo interiore, aiuteranno l’occhio a scorgere cose sempre nuove nel paesaggio. La ruota della Fortuna vuota le nostre tasche solo per riempirle meglio, ci libera dei sacchi perché le nostre spalle riposino e così via. Ciò che la Ruota ci insegna è il “non attaccamento” lo insegna in modo brutale, mostrandoci che nulla è eterno è da questa consapevolezza, tuttavia, che nasce la non-sofferenza che non significa non provare più emozioni ma non aggrapparsi ad esse. Pensate a quando avete l’influenza. Il naso e le vie respiratorie sono intasate, i muscoli dolgono e la testa sembra scoppiare eppure non siete disperati e sebbene soffriate il vostro animo non è turbato, anzi, se qualcuno con l’influenza fosse turbato dal suo male gli direste per lo meno che è esagerato, non è vero? Perché? Perché sapete che non durerà. Sapete bene che guarirete, che il vostro malessere è passeggero. Per tutte le altre cose della vita è identico. Quello che la Ruota ci indica è proprio che ogni sofferenza è come l’influenza o il raffreddore, passerà e ogni gioia? Ugualmente passerà e proprio per questo è più preziosa come la pioggia in una giornata afosa. La Ruota ci insegna ad avere fiducia.

O fortuna come la Luna

O Fortuna O Fortuna
Velut Luna Come la Luna
Statu variabilis Incostante
Sempre crescis Sempre cresci
Aut decrescis E decresci
Vita detestabilis Vita detestabile
Nunc obdurat Ora perdura salda
Et tunc curat E proprio ora
Ludo mentis aciem Occupa l’ingegno con un gioco
Egestatem La miseria
Potestatem Il potere
Dissolvit ut glaciem. Dissolve come ghiaccio

Nei Canti di Orff la Fortuna (della quale la ruota è solo un emblema) è associata alla Luna. Esattamente come la Luna essa riempie ciò che è vuoto e vuota ciò che è pieno senza mai fermarsi. Questo emblema ci mostra fama e miseria per quello che sono: illusioni nelle quali ci identifichiamo. Noi non siamo né re né miserabili, semplicemente vestiamo i panni ora dell’uno ora dell’altro. Mostrandoci con brutalità l’incostanza della vita la ruota ci insegna il segreto dell’imperturbabilità: non identificarsi mai in nulla, mantenersi fedeli solo a se stessi, alla propria essenza, proprio come la Luna che pur cambiando continuamente resta sempre se stessa. Certo non è facile, ogni volta che la ruota gira ci assale la vertigine sia che salga sia che scenda, soprattutto perché il più delle volte è difficile stabilire se il suo movimento sia per noi ascensionale o discendente. L’unica soluzione è accettare la danza, chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare perché come dice una mia cara amica la Ruota è il timone della nave e noi non ne abbiamo il controllo, tutt’al più, qualche volta possiamo dare una piccola spinta, per il resto del tempo dobbiamo affidarci ad un timoniere invisibile che segue le indicazioni di un nocchiero impalpabile.

Ora più che mai, quando si è vicini a questa carta, dunque, è necessario vivere
nec spe, nec metu, senza né speranza né paura

Bimbasperduta