Lo Strigarium è finito da appena una settimana e già mi manca, mi consolo condividendo con voi questa bellissima esperienza.

2016, l’Anno del ritorno

10-Roue-de-fortuneQuesto mese con la Scuola affronteremo la carta della Ruota, lama che si è manifestata già per la settima edizione di Strigarium, già perché girando le ruote tornano sempre al punto di partenza e, anche se Strigarium è stato ospitato dal comune di Costa Volpino questo confina con Lovere, anzi, si passa dall’una all’altra cittadina senza praticamente saperlo. Tra l’altro noi abbiamo alloggiato all’Ostello del Porto di Lovere e dunque per me è stato un po’ come tornare ai tempi della prima edizione, un cerchio si è chiuso un nuovo ciclo si apre.

 

Già, perché per chi non lo sapesse la prima edizione dello Strigarium si è tenuta nel lontano 2010 proprio a Lovere, in Piazza XIII Martiri, c’erano solo due o tre conferenze e l’animazione fu affidata quasi esclusivamente a Michela Losna Fire e alle Masche Parpaje, noi esponevamo per la seconda volta la nostra mercanzia e Cronache Esoteriche era nato da appena un mese. Anche per questo amo Strigarium, è nato praticamente con Cronache Esoteriche cioé con una vita che per me e il Marchese di Carabà era molto più di un’incognita, era una scommessa.

Ricordo che Stefania e Levina (Silvia non c’era ancora) erano emozionatissime, quasi spaventate. Avevano ottenuto dal comune che gli standisti senza camper potessero dormire in una palestra comunale e mentre ero in auto con Levi, capì che anche loro stavano scommettendo come me ed Angelo, anche loro come me ed Angelo si sentivano un po’ Ulisse, imbarcate per un lungo e avventuroso viaggio del quale si intuivano appena le tappe. tornare allo Strigarium per me è come dire “anche quest’anno ho vinto la scommessa, ci siamo ancora, la nave ha retto”. Ma non è solo questo. Quell’anno abbiamo partecipato anche ad altri mercati ma solo a Lovere abbiamo trovato tanta cortesia, professionalità e amore. Non so come spiegare ma l’Evento organizzato dalla Gufaia trasforma standisti, conferenzieri, musicisti e avventori in una splendida famiglia. Quei giorni sono magici per davvero. Non so da cosa dipenda quest’incanto, suppongo che Levina, Silvia e Stefania non ce lo diranno mai ma sono felice che sia così.

Arrivo al parcheggio di Strigarium pensando a tutto questo. Giusto per sottolineare che quest’anno la Ruota torna al Principio, tra gli artisti c’è Michele Losna Fire che, haimé, esegue il suo bellissimo spettacolo alle 17:30, proprio un’ora dopo l’inizio della mia conferenza, perciò non potrò assistere.

strigarium1Come nella prima edizione, non piove, cosa eccezionale per Strigarium, non potete capire quanto sia contenta: per la prima volta il mio lunghissimo abito non si inzupperà dando al Marchese l’opportunità di dirmi: “amore ma perché ti metti ‘sti vestiti che pescano acqua?” “perché sono in tema con la conferenza!” Già perché, come gli abituè di Strigarium sanno bene, amo fare la mia tradizionale conferenza vestita in “tema” all’argomento trattato.

Quest’anno ho avuto il grande onore di aprire le danze, alle ore 16:30 con “La magia nell’antico Egitto“. Sebbene fossi vestita come Sara nel deserto la mia esperienza è stata più vicina alla Cina perché come dice l’I-ching:

La difficoltà iniziale opera sublime riuscita,
propizia per perseveranza.
Non bisogna imprendere nulla.
Propizio è nominare degli aiutanti.

Infatti è la prima volta che lo Strigarium utilizza una tendostruttura per le conferenze e tutti abbiamo dato per scontato che dovremo solo andare lì e attaccare il computer e il proiettore. E invece no, serve la prolunga, il buio e tante altre piccole cose, c’è un attimo di panico ma non devo fare nulla. Pronti arrivano aiutanti: Moris, Ivano e Chiara a sistemare ogni cosa. Il tempo di fare una passeggiatina tra gli stand e posso dare inizio alla mia conferenza-dibattito. Quest’anno il momento più emozionante per me è stato il seminario di cartomanzia intuitiva, “I Settantotto Segreti“. Si è creata una situazione di silenzio e intimità diversa rispetto agli altri anni. Ho sentito le persone molto vicine e non troverò mai parole adatte e sufficienti ad esprimere la gratitudine nei confronti delle meravigliose donne che hanno partecipato al laboratorio quest’anno e che lo hanno reso un’esperienza per me così straordinaria.

strigarium4Concluso il laboratorio sono libera di esplorare la località che ci ospita e andare a caccia di una stupenda coroncina di fiori (ne desidero una da anni!) e nel frattempo ritrovo i vecchi e cari amici tra gli stand. L’area street-food è per me la sorpresa dell’anno, mi sembra più ampia delle passate edizioni, “Don Panzerotto” attrae per primo la mia attenzione, uno stand tutto giallo nel quale lavorano ragazzi e ragazze vestiti in stile gangstar, davvero un’idea spiritosa ma il marchese, sta sera non ha voglia di panzerotti, è attratto dallo stand accanto Piadimania, Dragos le tue piadine  resteranno nel mio cuore!

Ceniamo avvolti dalle note degli Ephyra, subito seguiti dai Materdea, ormai degli affezionati della manifestazione, piacciono persino a me che non sono un’estimatrice del genere. Finito il concerto è subito silenzio e ogni luce si spegne, come guidati da una consapevolezza invisibile ci riuniamo attorno al cerchio di pietre. Una donna entra, sistema qualcosa, all’inizio non capisco cosa fa, nè chi sia, poi, man mano che osservo il suo silenzioso armeggiare e gli occhi si abituano al buio distinguo il suo profilo e riconosco i suoi gesti, è Kalon Reis, sta preparando la cerimonia di accensione del fuoco. Con solennità chiama le donne e gli uomini della Terra che ci ospita ed essi accorrono recando il fuoco sacro che arde e nutre i nostri cuori.

Anche questo amo di Strigarium, non sempre condivido il credo di chi partecipa, non sempre condivido il suo modo di vivere o di vedere la magia ma ne condivido il fine ed in questo li sento tutti fratelli. Al di là delle nostre particolari visioni e credenze tutti noi che partecipiamo attivamente allo Strigarium remiamo nella stessa direzione, verso Avalon, verso un porto di consapevolezza, luce e amore e quest’unica cosa che ci unisce è molto più di tutte le piccole cose che ci dividono.

strigarium7Gli altri due giorni sono il giusto dispiegarsi e il perfetto epilogo di questo prologo.
Dalla ricca e genuina colazione dell’Ostello del Porto all’amicizia con Lilith e Melangela che è impossibile non portare sempre nel cuore. Le risate con Valerio, il filosofo più simpatico de Roma (anche se vive a Carrara) e la sua dolcissima e delicata moglie Giorgia. Il cane di Monica che coccola tutti durante la meditazione dei Quattro elementi, l’emozione indescrivibile di un cane lupo che si offre per le coccole e la timidezza di un’altro davanti agli umani e ancora le ranocchie che di notte fanno a gara con il concerto dei Faun (che non conoscevo e ho scoperto a Strigarium). L’odore del te delle fate, il sole e il vento sulla pelle, il gusto inimitabile della grigliata medievale, il romanticismo della laguna presso il club di canottaggio di località Bersaglio. e ancora le foto con gli amici, il loro affetto e il loro calore, le emozioni regalate da Davide Rossi e i suoi Giullari, e l’amore del Marchese, che è andato su e giù per il torrente a cercar pietre da usare per fissare i teli durante le meditazioni. Mi volto e vedo come tutto sia cambiato, le conferenze adesso sono tante da non poterle seguire tutte senza dover rinunciare a qualche altra attrazione. L’Epas, Ottavio Adriano Spinelli, l’A.C.A.M., Fabio Garuti, Kalon Reis solo per citare alcuni. Questa manifestazione è cresciuta e cambiata nel tempo divenendo sempre più simile ad un Circo della Farfalla poiché, anche se solo per tre giorni, porta nella vita delle persone stupore, grazia, colore e bellezza.

La maggior parte della gente viene allo Strigarium per questo. Maghi, streghe, studiosi d’esoterismo sono solo una parte del popolo di quest’evento. Molte delle persone che ci permettono di tornare tutti gli anni sulle rive del Lago di’Iseo sono persone comuni, gente che viene a curiosare, a trascorrere una giornata diversa con la famiglia e, come dice Valerio “se ritrovano co’ i parametri sconvorti!”. Certo, ciascuno reagisce a suo modo davanti allo stupore, a volte nascono anche situazioni un po’ buffe ma in fondo al riso rimane sempre il luccichio di un sogno che questi visitatori hanno intravisto.

Ormai lo sapete, io sono una Bimbasperduta e come tale amo le cose piccole e semplici. Allo Strigarium non cerco Guru di inaudita consapevolezza, ricercatori dalla profonda conoscenza, ci sono persone molto sapienti e competenti che tengono le conferenze, e facendo parte di coloro che tengono i seminari non posso certo dire che questi non sia di aiuto a chi si avventuri per i tortuosi sentieri dello Spirito, tuttavia, se voglio queste cose vado in un ashram oppure all’università. Allo Strigarium cerco persone in grado di stupire e stupirsi con la grazia di un bambino. Quello che dovete cercare in Strigarium per comprenderlo a pieno è la poesia. Ecco, potrei parlare ancora per molto ma credo di aver detto tutto ciò che avesse senso dire, almeno da parte mia, i vostri commenti aggiungeranno quel che manca. Vi aspetto il prossimo anno, non mancate.

Nec spe, nec metu
Bimbasperduta

Vi lascio con una galleria dei momenti migliori, ci rivediamo al :

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