Tag

, , ,

Scrivere con penna e calamaio, annusare la carta, rilassarsi al dolce suono del pennino in china che gratta il foglio. Veder ingiallire la carta, come diventa bella, la carta, quando invecchia, sottile, dorata… A questi romantici motivi, che credevo fossero gli unici, si sovrappone un motivo squisitamente pratico per  preferire il libro e il grimorio cartaceo ai formati elettronici.

Ho appena finito di leggere un bellissimo articolo di Mauro Tosca, sul sito Il Libraio: “Storia di una fotografa che non stampava le proprie foto (e perché noi dovremmo farlo)“.

finding-vivian-maier

uno dei tanti “selfie” di Vivian Maier – fonte acasamagazine

In sintesi, l’articolo racconta la storia di Vivian Maier,  una bambinaia con la passione per la fotografia ma che in vita non stampò mai neppure una foto, le scattò soltanto, poi, ripose le pellicole con cura in una scatola che la magia del tempo ha portato nelle mani di Jhon Maloof, un giovane storico alla ricerca di foto d’epoca. Dopo averci narrato questa bella storia, Mauro Tosca si pone una domanda più che legittima, cosa sarebbe accaduto se Vivian fosse vissuta ai giorni nostri e avesse scattato le sue magnifiche foto utilizzando una macchina digitale o, peggio, il cellulare? Molto probabilmente non avremmo mai saputo della sua esistenza. I supporti digitali di cui ci serviamo oggi sono soggetti a diventare obsoleti e inservibili entro pochi anni, pensate, ad esempio, alla fine hanno fatto le videocassette e i floppy disk. In pratica, il nostro secolo rischia di diventare per gli storici del futuro una sorta di “secolo buio” come i primi secoli del Medioevo inglese.
Autori come Etteilla, Court de Gebelin, Papus, Crowley, M.lle Le Normand ecc. sono ancora oggi così conosciuti e ancora studiati semplicemente perché si sono affidati ad una tecnologia semplice ma duratura: la carta.

voloStreghe

Volo delle Streghe Valdesi, fonte Libri Usati e Antichi. Quotazioni

Proprio ieri, tra l’altro, è successa una cosa.
Una mia amica ha lanciato, qualche mese fa, un piccolo ma grazioso progetto: realizzare un grimorio itinerante, che passasse di mano in mano per essere decorato, aggiornato arricchito con incantesimi, formule, riti e disegni da diverse persone sparse per l’Italia. Il progetto è fallito per la trascuratezza di qualcuno che ha spedito il diario con posta prioritaria invece che con raccomandata o piego libri lasciando tutti noi delusi e amareggiati. Quando l’ho raccontato al Marchese di Carabà ed egli mi ha chiesto perché mai questo grimorio non lo facciamo elettronico. Ciascuno invia i file, è più semplice, economico ecc. Lì per lì ho risposto che non si poteva semplicemente perché non lo si può decorare, che i disegni fatti a mano hanno un’altra energia ma, di fondo, l’idea sembrava buona, credevo che alla fine l’unico vero ostacolo fosse la caratteristica nostalgia dei maghi, affetti da quel romanticismo che li fa sognare di scrivere con penna e calamaio, annusare la carta, rilassarsi al dolce suono del pennino in china che gratta il foglio. Veder ingiallire la carta, come diventa bella, la carta, quando invecchia, sottile, dorata… A questi romantici motivi, che credevo fossero gli unici, si sovrappone un motivo squisitamente pratico.

Un grimorio di carta ha più probabilità di sopravvivere rispetto ad un grimorio digitale. Un pdf non è solo più freddo ma non sappiamo se tra cinquant’anni esisteranno ancora.
A questo si somma il grande allenamento che scrivere in corsivo rappresenta per la mente, esso aiuta a sviluppare precisione e finezza. Esprime e raffina la nostraa personalità. Infine, forse cosa più importante, il corsivo è la “grafia” dei documenti ufficiali e cosa può esserci di più ufficiale del vostro Libro delle Ombre? Per tutti questi motivi, il vostro diario dovrebbe essere di carta, scritto e disegnato a mano.

Ovviamente, lo stesso vale per i libri. Non tutti, è ovvio, sono entusiasta degli e-readers: leggeri, comodi, funzionali, tuttavia, i libri importanti, quelli sui quali studiamo, quelli che ci ispirano dovrebbero essere di carta perché non possiamo rischiare che scompaiano. I maghi (e i cartomanti sono comunque parte della categoria), sono anche e sopratutto custodi del sapere oltre che della tradizione.

Nec Spe, nec Metu
Bimbasperduta