14-TemperanceLa voce di Anna Oxa nel supermercato come negli anni Ottanta

la mia vita siete solo voi
siete voi…solo voi…

tutto comincia a muoversi a rallentatore, in modo innaturale, poi la luce cambia, l’odore dell’aria cambia, o sembra cambiare, somiglia a quello degli anni Ottanta, dei miei anni Ottanta.
La tensione dentro e fuori, guerre imminenti e la radio continua

e pago il conto al mio destino
è tutto un attimo.

Un attimo, per un attimo lungo trent’anni mi sento incastrata in un dolore, in una rabbia urlata e graffiante come la voce della Oxa che continua a cantare:

La mia vita è questa qua
che un’altra dentro non ci sta

La mia vita una fuga da un dolore insensato, da una follia troppo dolorosa. Una fuga vana, perché certi dolori, certe follie sono come onde su uno scoglio: ineluttabilmente corrosive.

Ma io non sono uno scoglio, maledizione! Sono un essere umano, posso muovermi, posso impedire al dolore d’infrangersi, basterebbe fluire con le onde per non farsi sgretolare dalla loro furia ma lasciarsi cullare dai flutti.

La tensione di una guerra sempre imminente è l’esatto opposto del fluire della Temperanza. L’unica cosa che non sono mai riuscita a fare è questa, fluire con gli eventi, almeno con alcuni.

Esattamente come negli Ottanta c’è una guerra imminente e invisibile, la promessa della sua fine e la speranza disillusa della distensione.

…questo cuore immenso che
solo se ci penso
già sento tesa l’anima…

e la tensione della mia anima m’impedisce di fluire, tesa come una vela quando c’è troppo vento annego nei marosi di questa guerra insensata.

Prendo i sacchetti della spesa, le porte si chiudono dietro di me, il sole splende e siamo nel 2015, adesso è il tempo della Temperanza, devo fluire, lasciarmi cullare.
Il labirinto è sempre lo stesso, l’uscita è lì dove sento provenire l’aria fresca, devo solo rilassarmi e il resto accadrà.

Nec spe, nec metu
Bimbasperduta.