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Tempo fa, trovai su facebook un’immagine proveniente dal mondo BDSM che rifletteva perfettamente la carta dell’Appeso e la citai in un mio articolo su Cronache Esoteriche scrivendo:appesoBondageGrande

Le immagini dei Tarocchi compenetrano la realtà a tal punto che ogni immagine sul nostro cammino può spiegarci una lama e ogni carta può insegnarci a leggere la realtà che quotidianamente viviamo.

Così l’«Appeso, Dio autosacrificato» diviene schiavo/a autoffertosi.
In un gioco caleidoscopico di ruoli, l’Appeso mostra, ancora una volta, come la realtà non sia mai ciò che sembra. E’ sufficiente cambiare prospettiva perché tutto, pur restando uguale, capovolga il suo significato.

Tuttavia, la cosa che più mi ha colpito guardando la foto qui a fianco è la naturalezza con cui questa giovane donna assume, forse inconsapevolmente, la posizione dell’Appeso, come se l’auto sacrificio o il semplice atto di donarsi interamente e completamente o l’abbandono fiducioso a un prossimo (sia esso un maestro, il destino o Dio stesso) non possa avere che questa posizione e quella placida serenità sul volto che sembra una finestra aperta su una mente che, a dispetto di corde e nodi, si libra sulle vette di alberi inaccessibili all’occhio di chi, libero da catene, resta schiavo del proprio corpo.

L’ultima carta studiata a scuola, nello scorso anno accademico, è stata proprio l’Appeso, ciò vuol dire che la pausa estiva è stata caratterizzata per tutte noi (l’energia della carta travolge-stravolge anche me) proprio dalla necessità di lasciarsi andare, abbandonare ciò che è vecchio o superfluo, guardare le cose da prospettive differenti, fare il salto nel vuoto.

Lasciarsi andare, abbandonarsi, rinunciare al controllo è la tappa più importante e più difficile di un percorso iniziatico, specie nel moderno mondo occidentale, improntato all’individualismo, all’esaltazione dell’essere sempre attivi e protagonisti, artefici del proprio destino.

Quest’estate ho dovuto affrontare diversi livelli di abbandono dal più semplice, cioè lasciarsi cullare dalle onde in mezzo al lago fino al lasciarsi amare. Rinunciare al controllo, lasciare semplicemente che il lago ci culli, che qualcuno ci ami richiede grande coraggio e una fede fortissima negli Dei.

appesoWirthLasciarsi amare corrisponde ad essere indifesi e passivi come l’Appeso dei Tarocchi, ci si lascia andare, non si controlla più nulla, si accettano le manifestazioni d’affetto dell’altro senza più chiedersi quali siano le recondite motivazioni degli atti d’amore di cui siamo oggetto ma accettando umilmente che ci vengano offerti con amore. Smettiamo di giudicare i gesti, i baci, le parole; di pesarli, analizzarli per inserirli nel grafico cartesiano dell’amore.

Comprendere questa lezione e metterla in pratica sono due momenti distinti. Occorre molto tempo, molta pazienza, molta pratica quotidiana e moltissimo amore.

Secondo il Wirth, l’Appeso divide a metà i Tarocchi, esso è la prima lama, il primo passo sulla via umida che dall’intuizione sciamanica porta alla consapevolezza.

Lasciarsi amare vuol dire anche lasciar andare le vecchie convinzioni, le paure, le passate esperienze che in alcune raffigurazioni della carta scivolano giù dai sacchetti o dalle tasche del personaggio sotto forma di monetine.

Liberarsi della mania del controllo crea un vuoto in noi stessi e nella nostra vita, vuoto che, come insegna l’I-ching, per legge di Natura sarà riempito con doni inaspettati e inimmaginabili. Dobbiamo solo lasciarci andare perché come disse Richard Feynman, la Natura ha più immaginazione dell’essere umano. Così, quando smettiamo di cercare i risultati che desideriamo e ci limitiamo a seguire solo l’amore e la verità allora davanti ai nostri occhi si schiuderanno scenari incredibili e saremo partecipi di esperienze inenarrabili e come sempre ricordate

Nec spe, nec metu
Bimbasperduta.