copiare

Giovane pittrice copia un tradizionale soggetto giapponese. Foto presa da: coyoteschool.blogspot.it

Diversamente da noi Occidentali i Giapponesi considerano l’essere copiati un grande onore.

Nel paese del sol levante, infatti, si copia qualcuno per esprimere prima di tutto ammirazione, in secondo luogo, si copia per imparare.

I Nippon si dimostrano più saggi di noi in questo frangente, considerando che nel regno animale la crescita si sviluppa proprio attraverso il copia copiarum, altrimenti chiamato: imitazione.

I cuccioli (non solo quelli di sapiens ma anche micini, cani, topi e tutti gli animali) copiano gli esemplari adulti imparando, così a parlare camminare, mangiare ecc. Il processo di copiatura, ovviamente, on è mai totale. Il risultato è sempre diverso dall’originale, questa diversità si chiama innovazione e nella misura in cui si discosta dalla cosa copiata (vale anche per gli atteggiamenti) diventa a sua volta un originale.

Scrivo questa nota perché negli ultimi tempi siamo tutti diventati molto suscettibili in quanto ad essere copiati, è nata una vera e propria fobia, una gara a dimostrare originalità con risultati a volte discutibili.

Ci arrabbiamo se viene copiato l’articolo che abbiamo scritto e andiamo in vero e proprio panico se vediamo copiati i nostri monili e creazioni artigianali.

Comprendo perfettamente i sentimenti di chi si arrabbia, io stessa mi arrabbio ma, in effetti, a pensarci bene, non ho tutte le ragioni.

Copiare è lo strumento che la natura ci ha dato per imparare, questo è innegabile. Tutti i più grandi artisti, da Michelangelo a Mantegna, da Beethoven a Guccini hanno cominciato la loro carriera copiando umilmente le opere altrui. Copiare, infatti, implica umiltà, da parte di chi copia che riconosce un grado di competenza minore rispetto all’autore del modello e da parte del copiato perché riconosce che anche egli ha seguito un percorso di apprendimento e pone il proprio lavoro e la propria esperienza anche al servizio altrui.

Copiare implica, anche, una buona dose di autostima, anche in questo caso a doppio senso.

Chi copia ha sufficente austima da affermare che, nonostante non abbia ancora sperienza e capacità per apportare innovazioni significative ha buon gusto e capacità sufficenti per riprodurre qualcosa di bello.

Chi è copiato ha autostima sufficente per non sentirsi minacciato dal fatto che qualcuno sia in grado di imitarlo.

Copiare, ancora, implica gentilezza.

Chi copia ci dice: “sei bravo, talmente bravo che la tua opera mi è rimasta nella mente e nel cuore e non posso fare a meno di riprodurla e imparare da te”.

Chi è copiato dice: “accomodati, io condivido con te quel che ho veramente”.

Certo, spesso e volentieri la questione non è così rosea.

Ritroviamo gli articoli che abbiamo scritto (o innovato?) con tanta fatica sbattuti in qualche sito o blog del quale non sappiamo nulla, firmati dal bloggher come fossero suoi, senza che sia citata la fonte. In alcuni casi, i bloggher non si preoccupano neppure di leggere quel che copiano e incollano, almeno questa è l’impressione che ricevo quando le descrizioni delle immagini sono presenti nel testo senza le immagini.

Il modello di collana che abbiamo realizzato dopo infinite prove lo ritroviamo in vetrine virtuali insieme a commenti che ne esaltano l’originalità o denigrano addirittura chi copia, oppure con marchi che ne rivendicano la paternità/maternità del modello.

Lo so è molto fastidioso, ciò denota una totale mancanza di umiltà, cortesia, autostima da parte di chi ci ha copiati.

Ma perché dovremmo imitare a nostra volta il peggio e mancare anche noi di umiltà, cortesia, autostima e buon senso?

Infondo anche noi abbiamo copiato l’ultimo bracciale “stile pandora” da qualcuno no? Non vi piace lo stile Pandora? Neanche a me, in effetti è un po’ insipido e ripetitivo. Ma non vorrete raccontarmi che l’abito in stile gotico che avete appena finito di cucire è una vostra creazione completamente orginale perché se così fosse vorrebbe dire che avete inventato lo stile gotico ma, semmai, avete inventato una linea gotica tutta vostra, apportando, quindi, un innovazione in qualcosa che esisteva prima e che avete copiato.

Con ciò non voglio difendere chi copia ma solo dire che forse dovremmo prenderla in maniera diversa e che se capiterò che copierò qualcosa di vostro oltre a dargli il vostro nome (se esiste lo stile Pandora può esiste lo stile Elisa, Lara, Cronache Esoteriche e via dicendo) e che sarà espressione di ammirazione da parte mia e non di mancanza di originalità.

Nel caso voleste copiarmi fate pure, citando la fonte comunicherete la vostra buona educazione e autostima se non lo farete lo prenderò comunque come un complimento e ne sarò molto lieta.

Detto ciò vi lascio e vado a preparare qualche ricetta copiata non mi ricordo dove e innovata sempre in maniera diversa, vi voglio bene

Luce sui vostri passi

Irene Bimbasperduta.