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Veri TarocchiQualche giorno fa, il mio caro amico Cesare Minucci ha pubblicato sul suo profilo facebook questa bella immagine da lui creata. Il buon Cesare aveva intenzioni solo umoristiche eppure, in questa immagine sono racchiuse non poche verità!

Come si sa, nessuno conosce la vera origine e il vero significato del nome Tarocchi, ma esistono diverse ipotesi a riguardo. Una di queste vuole che le settantotto carte siano così chiamate perché la lavorazione e colorazione con la tecnica della “punzonatura” crea sulla lama un effetto che ricorda la buccia dell’arancia tarocco.

Infatti, i primi tarocchi erano opere d’arte di raffinatissima fattura eseguite da celebri pittori e miniaturisti. Ogni lama era un quadro in miniatura colorato con oro e argento oltre che con i colori vivaci tipici dei Tarocchi.

Ma il buon Cesare ha ricordato un’altro tema molto comune quando si parla di Tarocchi: l’originalità del mazzo.
Spesso mi capita che le persone, volendo acquistare un mazzo di Tarocchi mi dicano: vorrei acquistare i Tarocchi veri, oppure quelli originali. risulta molto difficile far comprendere a quelle persone che non esiste un mazzo originale nè che esistono mazzi di Tarocchi “finti”.

Nel corso dei secoli la produzione dei Tarocchi è stata quanto mai fantasiosa e variopinta. Fin dalle origini gli artisti hanno trovato nei Tarocchi settantotto docili dame pronte a vestire i panni delle loro fantasie più sfrenate, basti pensare a mazzi storici come i Tarocchi Sola Busca, detto anche il Mazzo dei condottieri, oppure i famosissimi Tarocchi del Mantegna formato da 50 carte invece che da 78 e raffigurante l’ordinamento del cosmo secondo le concezioni Rinascimentali. Non parliamo poi, delle “Minchiate Fiorentine”, del tarocchino bolognese e di altri mazzi realizzati per commemorazione, matrimoni e altri eventi.
I Tarocchi sono, per loro natura, fantasiosi e molto diversi fra loro, ciò che li accomuna è una certa simbologia di fondo che nasce in un ambiente Medievale e conserva tracce di quella visione del mondo neoplatonica-ermetica tipica del Rnascimento periodo storico di maggior fioritura, produzione e diffusione dei Tarocchi.
Dai tempi di Court De Gibelin, tuttavia, si cerca il mazzo originale, quello autentico, il primo tarocco!
Ogni esoterista ha realizzato un suo personalissimo mazzo, elaborato sulla base delle sue teorie e dello stile del mazzo che egli credeva più vicino all’originale. Ovviamente, ogni esoterista sceglieva come modello il mazzo che meglio confermava le sue teorie in merito alle origini dei tarocchi e apportava le modifiche che, secondo lui, erano necessarie a ridare ai Tarocchi il simbolismo originario.
Court De Gibelin, ad esempio, modificò il Tarocco Marsigliese e “capovolse” l’appeso che nel suo mazzo non era impiccato ma danzante su un solo piede.
Etteilla sostenne che gli artisti avevano deliberatamente invertito l’ordine delle carte e stravolto il simbolismo dei Tarocchi e creò un mazzo tutto suo, nel quale le prime 8 carte corrispondevano ai primi sette giorni della Creazione. La prima carta era ispirata al Mazzo del Mantegna ed era il Caos invece del Mago che si trova al 15° posto.
Si potrebbe andare avanti per mesi, scrivendo dei diversi mazzi creati da ogni esoterista ma non è questa la sede.
Basti sapere che ognuno di questi esoteristi affermò che il suo Tarocco era quello originale e vero, o, quantomeno, il più vicino al mazzo primiganio.
Così non c’è da sorprendersi se le persone cercano i Tarocchi originali e li identificano nei Tarocchi Marsigliesi.
Il mazzo Marsigliese, infatti, è il più famoso e diffuso. Per la sua semplicità e linearità è stato spesso usato come modello dai diversi occultisti che se ne sono anche serviti e se ne servono tutt’ora, per descrivere la simbologia di base dei Tarocchi.
Questo ha provocato nella gente comune l’idea che il Tarocco originale sia proprio il Marsigliese ma haimè, non c’è nulla di più falso!
Il tipo Marsigliese non solo è un mazzo risalente al XVIII secolo e dunque piuttosto tardo rispetto agli originali, appaersi alla fine del 1300, ma non è neppure di Marsiglia! Non ha nulla a che fare con questa città, ma dei motivi del suo nome e delle mille varianti di questo mazzo parlerò nel prossimo post.
Per ora, accontentatevi di sapere che ogni mazzo è originale e vero nella misura in cui potete usarlo, guardarlo e amarlo.

Thot guidi le vostre mani e istruisca sempre le vostre menti,
un forte abbraccio di Luce
Bimbasperduta.

Immagine realizzata da Cesare Minucci, grafic designer e digital artist.
Potete trovare al cuni dei suoi lavori su:

www.cesareminucci.com